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Soffri di Cervicalgia?

Il 30% della popolazione soffre di questa problematiche nell’arco di un anno. Le persone più colpite sono coloro che mantengono posture mantenute. Dalle ricerche emerge che ne sono maggiormente soggetti:

  • gli impiegati
  • i professionisti sanitari
  • gli studenti e gli insegnanti

Per trovare una soluzione la formula è:

+ terapia manuale

– farmaci

+ esercizio

Attraverso questa combinazione di terapie non si va a nascondere il sintomo con l’utilizzo di farmaci, ma si mira al ripristino dello stato di salute del paziente.

La Donna e la sua evoluzione – L’intervista alla Dr.ssa Laura Binotto

Sensibili, flessibili e guerriere, ma anche ansiose e critiche verso sé stesse. Le complessità dell’essere donna comportano una vita in costante evoluzione, un impegno per trovare un equilibro stabile tra forza e serenità, determinazione e coraggio, riuscendo a gestire ansie e difficoltà e imparando a chiedere aiuto e a rallentare quando necessario.

Ne abbiamo parlato in questa intervista su La Piazza di Thiene con la Dr.ssa Laura Binotto, psicologa clinima dinamica e psicoterapeuta familiare

Prendersi cura del proprio cuore

Anche le ultime notizie di cronaca, purtroppo, lo confermano: la prevenzione cardiologica non è un tema da trascurare.

Le situazioni a rischio crescono normalmente con l’aumentare dell’età e in caso di stili di vita sedentari o caratterizzati da abitudini poco salutari (alcol, fumo, stress). È bene però avere presente che purtroppo talvolta non basta assicurarsi di fare una vita sana per essere esenti dall’insorgere di patologie anche gravi: non è raro infatti che anche campioni dello sport agonistico, allenati e apparentemente sani, vengano colpiti da cardiopatie più o meno gravi, come numerosi recenti avvenimenti ci ricordano.

Rischi che naturalmente non dobbiamo assolutamente trascurare in caso di presenza di fattori di rischio genetici ed ereditari, in caso di insorgenza di sintomi e dolori, o in caso di attività sportiva intensa.

Di prevenzione cardiologica in questa intervista abbiamo parlato con la Dr.ssa Cristina Molan, che ci consiglia come e quando intervenire in base al nostro “profilo personale”: ecco quindi qualche consiglio utile.

 

Onde D’urto: tutto quello che c’è da sapere

Le onde d’urto sono una metodica non invasiva utilizzata nel trattamento di molte patologie ortopediche. Hanno proprietà anti-dolorifiche, antinfiammatorie, anti-edemigene, aumentano la vascolarizzazione locale e stimolano la riparazione tessutale.

Cos’è l’onda d’urto

L’onda d’urto è essenzialmente un’onda acustica ad alta energia che viene trasmessa sulla superficie della pelle e si diffonde nel corpo. L’impulso dell’onda è generato da apposite apparecchiature che danno un impulso meccanico in sequenza rapida e ripetuta.
L’energia erogata è scelta dal fisioterapista e varia a seconda del tipo di patologia da trattare, lo stadio evolutivo e la zona interessata.

Quando utilizzarle

L’onda d’urto viene utilizzata principalmente in quattro ambiti:
1) nel trattamento delle calcificazioni di spalla e degli speroni calcaneari;
2) nelle patologie tendinee croniche come ad esempio l’epicondilite, la tendinopatia rotulea, la tendiopatia achillea, le fasciti plantari;
3) negli strappi muscolari quando si formano processi di calcificazione e/o di fibrosi;
4) nei ritardi di calcificazione dove c’è un ritardo dei processi di riparazione ossea, per prevenire la formazione di pseudoartrosi.

Quali sono gli effetti dell’onda d’urto

Quando l’onda d’urto colpisce i tessuti bersaglio li stimola ad auto-ripararsi attraverso una serie di reazioni cellulari, cascate enzimatiche e reazioni biochimiche che portano ad un effetto antinfiammatorio, antidolorifico e antiedemigeno. In particolare, quando si applicano le onde d’urto nelle calcificazioni, si verifica un aumento della vascolarizzazione locale che ha l’effetto di “sciogliere” le microcalcificazioni presenti in sede tendinea, che sono causa di dolore.

Quante applicazioni servono?

Un ciclo di onde d’urto presso il Centro Medico Bios è di circa 3-5 sedute, con la cadenza di una terapia a settimana, per ottenere il miglior effetto terapeutico.

Per i pazienti che hanno seguito altre terapie è consigliabile affidarsi a questo trattamento?

Può succedere che il paziente si rivolga a questa terapia dopo aver provato il fallimento o il beneficio momentaneo con altri tipi di trattamento. Rimane compito del medico e/o del fisioterapista valutarne l’utilizzo.

Dott.ssa Elena Pivato – Mi faccio visitare perché mi voglio bene

È un comportamento scontato fare una visita ginecologica solo se si sospetta un problema, meno usuale è considerare questa visita utile per prevenire qualche eventuale disfunzione.
Le donne devono imparare a prendere confidenza con il proprio corpo, ma anche con questa figura medica spesse volte temuta ingiustamente. Vediamo quindi di approfondire l’argomento con la dottoressa Elena Pivato, ginecologa presso il nostro Centro.

Il ginecologo ha una competenza molto più ampia rispetto a ciò che pensiamo, in che cosa può aiutarci una ginecologa?

Si può considerare riduttiva una visita ginecologica finalizzata alla sola esplorazione genitale e alla prescrizione terapeutica per disturbi minori. L’ ascolto dedicato alle problematiche e l’attività preventiva sono il valore reale della visita. Il colloquio ginecologo-paziente è uno specifico strumento diagnostico e clinico che dovrà, con la necessaria cautela, affrontare temi quali la sessualità e i rischi contraccettivi o riproduttivi, il rischio di malattie a trasmissione sessuale e molto altro, entrando in contatto con dati sensibili per la privacy. Il tutto richiede professionalità e formazione specifica, ma prima di tutto rispetto ed empatia.

Alcune donne sono refrattarie nel farsi visitare, per quale ragione secondo Lei?

L’appuntamento con il ginecologo è quasi sempre associato ad imbarazzo, disagio, ansia e talvolta persino paura. Nonostante sia ormai noto quanto prevenzione e diagnosi rappresentino degli strumenti assai efficaci per la tutela della nostra salute, molte donne si rivolgono ad un ginecologo solo quando pensano sia strettamente necessario: in caso di gravidanza o se si presentano dei disturbi. Individuare alcune patologie tempestivamente è, invece, l’unico modo per poter migliorare la prognosi e ricevere cure adeguate.

Prendendo in esame un soggetto sano quando è necessario sottoporsi ad una visita?

La visita ginecologica anche in assenza di disturbi è utile come prevenzione e controllo dello stato di salute dell’apparato genitale femminile. Per questa ragione, è consigliabile che una donna si sottoponga a controlli periodici con scadenza annuale e ad esami specialistici in ogni fase della vita: a partire dall’adolescenza, passando per la maternità, fino ad arrivare alla menopausa.

Perché sono importanti i controlli periodici?

Fare prevenzione significa aver cura con regolarità del proprio benessere, seguire uno stile di vita corretto fatto di sana alimentazione, movimento e norme igieniche da rispettare.
A tal proposito il Presidente dell’American College of Obstetrics and Gynecology (ACOG) ha sostenuto che “Una visita annuale a una donna sana può aiutare i medici a promuovere stili di vita sani e continua ad essere uno strumento utile per indagare su patologie ginecologiche frequenti”.

Una visita ginecologica può essere completata con altri esami?

Lo specialista in sede ambulatoriale spesso indirizza verso l’utilizzo supplementare della diagnostica strumentale, generalmente ecografia ginecologica e ostetrica, colposcopia. Può anche richiedere un completamento laboratoristico finalizzato al controllo dello stato generale di salute dell’apparato genitale femminile. I campi di interesse sono molteplici: informazione e prescrizione di metodi anticoncezionali, consigli e preparazione alla gravidanza, prevenzione di malattie ereditarie, ma anche diagnosi, assistenza e terapia della infertilità.

Allo scopo di sensibilizzare le donne a prendersi cura di sé, al Centro Medico Bios avete organizzato delle giornate di prevenzione, di che cosa si tratta?

La donna riveste da sempre un ruolo fondamentale all’interno della famiglia per la sua innata predisposizione ad occuparsi innanzitutto dei bisogni e della salute degli altri prima che di se stessa. “È infatti attraverso la salute della donna che passa la salute della famiglia e della società”, come ha di recente sostenuto il Ministero della Salute.

A tal proposito il Centro propone delle giornate dedicate ad una valutazione specialistica ginecologica a tariffe agevolate. L’obiettivo è concentrarsi sulla salute di tutte le donne, garantendo professionalità e qualità ad una più ampia utenza.

[intervista a cura di Stefania Zilio]

Massaggio in gravidanza e nel post-partum

Il massaggio in gravidanza, eseguito dall’ostetrica, aiuta le mamme in dolce attesa a prepararsi al parto in serenità e salute, attenuando quelle fastidiose tensioni a gambe e schiena, in tutta sicurezza per la mamma e il bambino. Ce ne parla la dott.ssa Giulia Verziaggi, ostetrica presso il nostro Centro.

In che cosa consiste il massaggio in gravidanza?

Il massaggio in gravidanza viene proposto come un momento di cura dedicato alla futura mamma. Può essere effettuato in tutti e tre i trimestri di gravidanza, salvo controindicazioni valutate dall’ostetrica e/o segnalate dal medico che segue la gestante.

Durante la seduta di massaggio vengono trattati arti inferiori, arti superiori e schiena con tecniche di massaggio sicure e in posizioni adatte all’epoca gestazionale. Vengono date, qualora vi sia la richiesta da parte della paziente, delle indicazioni per l’automassaggio all’addome, al seno e al viso.

Che benefici può dare il massaggio in gravidanza?

Il contatto esperto, rispettoso dello stato gravidico, può aiutare la donna a prendere confidenza con i cambiamenti vissuti dal suo corpo.

Molti di questi cambiamenti possono creare disagio, fastidio e dolore; dato che riguardano un periodo ben definito e limitato, spesso vengono presi come effetto collaterale e inevitabile della gravidanza e per questo vengono giustificati, non ascoltati o ignorati.

Il massaggio è uno strumento per ascoltare questi cambiamenti, infatti:

  • aiuta a ridurre stress e attenua il disagio/malessere generale che può derivare da un corpo che è in rapida trasformazione;
  • allevia le tensioni muscolari e posturali (schiena, gambe e braccia). Attenua sintomi frequenti in gravidanza quali: crampi, stanchezza delle gambe, dolore lombare e sacroiliaco, dolore cervicale e dorsale, insonnia e mal di testa;
  • facilita il drenaggio circolatorio, permettendo un buon ritorno venoso e facilitando la rimozione di liquidi che spesso portano a edema e gonfiore degli arti, soprattutto a carico di quelli inferiori.

Che effetti ha sul bambino?

Durante la vita prenatale il bambino è in stretta connessione con la sua mamma e con l’ambiente in cui lei vive. Se la mamma è preoccupata o vive stati di tensione anche lui fa esperienza di preoccupazione e stress. Se al contrario lei è in uno stato di benessere e rilassamento, anche lui ne trarrà giovamento per il suo umore e il suo sviluppo.

Prendendoci cura della madre, indirettamente ci prendiamo cura anche del suo bambino.

E dopo il parto?

Il corpo di una mamma che ha partorito è ancora in modificazione e trasformazione. Pertanto le tensioni non scompaiono sin da subito, ma spesso si trascinano e vengono messe in secondo piano, sembrando preminenti le cure da dedicare al nuovo nato.

Il massaggio e il tipo di contatto sperimentati in gravidanza possono essere proposti anche dopo il parto per:

  • prendersi del tempo per sé e per il proprio corpo;
  • trarre sollievo da tensioni e dolori derivanti dal travaglio e dal parto;
  • aiutare il corpo a ritrovare l’equilibrio pre-gravidico.

Allena la mente per vincere

Psicologia dello sport

La psicologia dello sport, in quanto applicazione della scienza del comportamento, al fine di ottimizzare il livello di performance, mira ad individuare:

  • il funzionamento mentale del destinatario,
  • a potenziare atteggiamenti efficaci e abitudini positive.

La prestazione atletica è condizionata soprattutto da fattori psicologici ed emozionali quindi è necessario allenare le abilità mentali tanto quanto quelle fisiche e tecniche, oltre che acquisire un atteggiamento mentale efficace per poter gareggiare in condizioni ottimali.

 

A chi è rivolta?

La psicologia dello sport non è rivolta esclusivamente ad agonisti di alto livello, ma a chiunque voglia migliorare la propria prestazione atletica.

A cosa serve?

  • valutazione psicodiagnostica e di personalità dell’atleta
  • offre informazioni su fattori psicologici dello sport
  • migliora l’apprendimento dello sport
  • educa e aiuta i giovani a maturare con lo sport
  • progetta una preparazione mentale personalizzata dell’atleta (gestione dei fattori emotivi, miglioramento delle capacità attentive, di concentrazione, lavoro su obiettivi)
  • offre consulenza ad allenatori e genitori dell’atleta
  • mira al benessere psicofisico per ogni fascia d’età
  • svolge attività preventiva per drop-out o sviluppo di disturbi psicologici correlati all’attività sportiva (ansia, depressione, disturbi alimentari, utilizzo di sostanze dopanti)

Di cosa si occupa la dottoressa presso il nostro centro medico?

  • colloqui di consulenza rivolti ad atleti agonisti e non
  • colloqui di consulenza rivolti a genitori dell’atleta e allenatori/staff tecnico di società sportive
  • accompagnamento dell’atleta con attività di mental coaching durante la stagione agonistica
  • applicazione di tecniche di mental training
  • colloqui di formazione/informazione su tematiche psicologiche legate allo sport
  • progettazione di programmi personalizzati per migliorare i livelli di performance
  • supporto psicologico in caso di infortuni e/o riabilitazione

Tre ingredienti (quasi) magici da mettere in cartella

Ovvero come ripartire dopo le feste con il piede giusto e un buon bagaglio per vivere bene la scuola: i consigli della Dr.ssa Laura Binotto

Viste le tante richieste di consulenza per difficoltà scolastiche di vario tipo che arrivano ogni settimana alla Dottoressa Laura, le abbiamo chiesto qualche opinione e alcune dritte fondamentali per iniziare e proseguire bene il percorso scolastico.

Ecco dunque sue tre riflessioni, semplici ma non scontate e molto importanti, da tenere presenti:

  1. UN LIBRO METTE LE ALI ALLA FANTASIA, SE LETTO CON MAMMA E PAPÀ
     
    I libri non servono solo a studiare e imparare, ma dovrebbero essere presentati molto prima ai bambini come “giocattoli speciali” che permettono di divertirsi e di abbandonarsi alla fantasia tra le braccia di chi legge per loro. Il libro diventa così prima di tutto un’esperienza affettiva ed è ormai noto che le emozioni positive sono una spinta molto forte per l’apprendimento. È molto ultile abituare i bambini già da piccoli ad andare in biblioteca, proprio come un appuntamento fisso, in cui, accompagnati da bibliotecarie gentili e molto preparate, impareranno che i libri non si leggono soltanto, ma si sfogliano, si toccano, si guardano, si annusano (che buono il profumo dei libri!) , si scelgono, si rispettano e si restituiscono per altri bambini. In questo modo, sarà facile che tra i 6 e gli 8 anni scatti nel bambino la passione della lettura. A questo punto, non resteranno che i famosi “Diritti del lettore” di Pennac che vi invito a leggere. In un momento di grande evoluzione tecnologica, l’amore per i libri va comunicato prima di tutto con l’esempio: avere libri in casa, farsi vedere leggere, tenere un libro sul comodino, ma anche nella cesta dei giochi (ne esistono di bellissimi!) o persino nella vasca da bagno, leggere la favola della buonanotte… sono piccole abitudini che diventano un bagaglio prezioso. Ad un bambino le storie piacciono sempre, soprattutto se lette da chi gli vuole bene: così il libro diventa lo scrigno delle storie e delle emozioni condivise.
  2.  

  3. FIDARSI DEI PROPRI BAMBINI E DELLE LORO CAPACITÀ, CON GIOIOSA PAZIENZA:
     
    Sostenere i bambini e la loro autostima significa prima di tutto amarli per quello che sono, non per quello che fanno. L’autostima si costruisce poco a poco: soprattutto nei primi anni di vita (anche in seguito, in realtà!), è fondamentale il modo in cui i bambini si rispecchiano attraverso lo sguardo dei genitori. Vanno sempre lodati i tentativi, più che i risultati: quelli arriveranno, a volte più velocemente, altre volte con un po’ di pazienza. I bambini non crescono in modo uniforme e graduale: qualcosa che oggi sembra un traguardo lontano, domani magari potrà essere raggiunto con facilità; se un bambino riesce bene in un ambito, è nomale che in un altro abbia bisogno di un po’ di tempo in più. Ecco, spesso i nostri bambini hanno bisogno di un po’ di tempo in più e di uno sguardo che non ricerca conferme, ma che ama ciò che già c’è. E poi… tutti i figli hanno bisogno che noi genitori crediamo in loro: come possono loro credere in loro stessi, se non lo facciamo noi per primi?
  4.  

  5. COSTRUIRE UN BUON DIALOGO CON LE INSEGNANTI GIÀ ALLA SCUOLA MATERNA
     
    Chi sta con i nostri figli a scuola solitamente ha uno sguardo attento e competente, condivide con loro la quotidianità e può osservarli in un contesto di gruppo e di attività diverso da quello familiare. Gli insegnanti vedono come i bambini evolvono non solo dal punto di vista degli apprendimenti, ma anche della capacità di relazionarsi con i pari e con gli adulti, di affrontare le sfide e gli ostacoli (anche gli insuccessi e le esclusioni), di comunicare e regolare gli stati emotivi. L’alleanza tra gli adulti di riferimento è preziosa, spesso indispensabile, quando sono presenti delle difficoltà. Il bambino così avrà chiaro che gli adulti “sono tutti dalla stessa parte” e procedono su una via comune per aiutarlo. È sempre utile dialogare con le maestre, anche quando “il problema sembra essere solo a scuola” (o viceversa quando ci sono momenti particolarmente duri a casa), presentando il proprio punto di vista, facendo domande e facendosi dare dei consigli. In questo modo nostro figlio potrà percepire la nostra fiducia in altri adulti e nell’ambiente scolastico: ancora una volta, se non ci fidiamo noi genitori, perché lui/lei dovrebbe farlo?
  6.  

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