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I 5 campanelli d’allarme di un cuore a rischio

La prevenzione cardiologica è importante, in questo articolo vedremo con la Dott.ssa Molan, cardiologa presso il Centro Medico Bios, come riconoscere i 5 campanelli d’allarme di un cuore a rischio.

Il pavimento pelvico: questo sconosciuto

Per molto tempo il pavimento pelvico è stato ignorato,soprattutto per pudori sociali e tabù.
Anche la medicina solo recentemente ha raggiunto maggiori conoscenze, iniziando a parlare di prevenzione e riabilitazione. Ce ne parla la dott.ssa Tiziana Peserico, Fisioterapista presso il
Centro Medico Bios.

Il pavimento pelvico è un sistema muscolare di fondamentale importanza per il sostegno e la sospensione dei visceri pelvici, la continenza urinaria e fecale, il parto, la corretta funzionalità sessuale. Il muscolo principale è costituito dall’elevatore dell’ano, costituito a sua volta dal pubo-coccigeo, ileo-coccigeo, pubo-rettale, inoltre il pavimento pelvico o perineo, può essere diviso in due piani:

  • il piano perineale superficiale con i muscoli ischio-cavernoso (comprime la base del pene e del clitoride) e bulbo-cavernoso (comprime l’uretra), insieme sostengono l’erezione del pene e del clitoride; questo piano muscolare controlla volontariamente la minzione;
  • il piano perineale profondo che vede il passaggio e l’attività del canale anale che termina con gli sfinteri anali interno ed esterno, deputati al controllo della fuoriuscita dei gas e delle feci.

A volte la disfunzione del pavimento può essere dovuto ad un semplice abbassamento del tono muscolare a livello perineale che va rinforzato.

I sintomi più comuni in entrambi i sessi che nascono da questo squilibrio funzionale sono:

  • Perdita involontaria di urina specie dopo interventi chirurgici, durante l’attività fisica, urgenza di urinare anche senza effettuare sforzi
  • Difficoltà a svuotare completamente la vescica, minzione ipovalida
  • Senso di peso dovuto ad eventuale presenza di prolassi
  • Dolore in zona perineale
  • Stipsi e disfunzioni ano-rettali (incontinenza fecale)
  • Problematiche pelviche post-partum
  • Disfunzioni sessuali

In merito alle disfunzioni sessuali è consigliabile una consulenza sessuologica con uno specialista di competenza, che può concludersi con un solo colloquio a titolo informativo, oppure con più incontri per raccogliere un’anamnesi più completa ed approfondire la problematica.

Anche la mente può condizionare la funzionalità del piano perineale: per questo è altrettanto proponibile una consulenza psicologica-psicosomatica di approfondimento che può integrare ed ottimizzare la fisioterapia.

Il trattamento riabilitativo è il fondamentale supporto capace di rendere il paziente consapevole di questa area del corpo, del suo eventuale problema, del corretto reclutamento muscolare e lo aiuta a prevenire le ricadute.

La pratica della fisioterapia (può riguardare anche la fase preparatoria all’intervento chirurgico), consiste in:

  • Terapia manuale
  • Esercizio terapeutico
  • Terapia fisica
  • Terapia comportamentale
  • Riabilitazione posturale

Il percorso riabilitativo del pavimento pelvico può essere intrapreso o su richiesta primaria dell’utente oppure previa visita urologica/andrologica/proctologica/ginecologica, con specialisti di competenza operativi presso il Centro Medico Bios.

Prenota ora la tua visita chiamando la segreteria al numero 0445 314741 oppure scrivendoci dalla pagina contatti.

Cervicalgia e fisioterapia

Il dolore cervicale (o cervicalgia) è una problematica molto diffusa. Si stima che circa il 70% della popolazione soffra di male al collo almeno una volta nella vita.
Può essere correlata a problematiche cervico-brachiali, che coinvolgono anche il braccio, o sindromi cervico-cefaliche e possono portare a cefalea, nausea o vertigine.

Elementi scatenanti
La cervicalgia può essere scatenata da problematiche posturali. Si è infatti visto che le persone maggiormente colpite sono quelle che lavorano al computer, svolgono movimenti ripetitivi, hanno un lavoro sedentario o di precisione.
Influiscono molto anche gli aspetti emotivi e la presenza di elementi stressogeni. Spesso la tensione emotiva può somatizzarsi e presentarsi nella forma di problematiche muscolo scheletriche con episodi di cervicalgia, cefalea, lombalgia ecc…
Altro elemento da tenere in considerazione è la storia pregressa di ognuno di noi. Se in passato si sono già verificati episodi di cervicalgia, magari causati da eventi traumatici come i colpi di frusta, sarà più facile il ripresentarsi della sintomatologia.

Le cause del dolore
Il dolore può essere scatenato dalla presenza di trigger point (bandellette contratte della muscolatura) che riferiscono dolore, problematiche discali, legamentose, radicolari o zigoapofisarie, o della mancata sinergia dei diversi gruppi muscolari che attivano il movimento e risultano disfunzionali.

Gestione della problematica
Per gestire questa problematica ci sono delle valutazioni da fare. Una linea guida generale che posso dare è valutare la comparsa e l’intensità del dolore. Se i sintomi compaiono in maniera acuta e il dolore è superiore a 7 (su una scala da 0 a 10) è meglio rivolgersi subito ad un professionista.
Nel caso invece in cui il dolore compaia in maniera graduale, sia poco intenso e localizzato solo a livello cervicale e non si diffonda anche al braccio o alla testa, può trattarsi di una cervicalgia aspecifica che tende a migliorare spontaneamente nell’arco di 15 giorni.
In questa fase è quindi possibile utilizzare farmaci antidolorifici ed antinfiammatori sotto la supervisione del medico. Se dopo 15 giorni dalla comparsa della sintomatologia la problematica non regredisce, nonostante l’utilizzo di farmaci, è utile chiedere una valutazione allo specialista fisioterapista od ortopedico.

Come la fisioterapia può essere d’aiuto
Abbiamo visto come la causa dei sintomi può essere dovuta a diversi fattori.
Gli strumenti che si utilizzano nella fase acuta sono le terapie fisiche, come la tecar ed il laser che vanno a diminuire lo stato infiammatorio dei tessuti e a ridurre il dolore.
La terapia che ha rilevato una maggior efficacia negli studi scientifici è la terapia manuale.
La terapia manuale comprende sia le tecniche che il fisioterapista svolge sul paziente, come la mobilizzazione, il trattamento dei trigger point o la manipolazione, sia le tecniche eseguite dal paziente stesso come l’esercizio terapeutico. Si è infatti visto che l’allenamento dei muscoli cervicali profondi, dei muscoli del collo e delle spalle anche con utilizzo di fascia elastica (tipo Thera-Band) ha molta efficacia.
Per quanto riguarda il trattamento del dolore cervicale “meccanico” e del dolore cervicale con radicolopatia gli esercizi effettuati con la supervisione del terapista sono più efficaci della sola educazione del paziente. In un primo momento è quindi importante svolgerli insieme al fisioterapista, per poi continuarli in maniera autonoma quando la sintomatologia è ormai sotto controllo.
Il nostro team di terapisti e medici ortopedici è a disposizione per una prima valutazione e per garantirti un percorso di riabilitazione personalizzato.

Ti basterà contattare la segreteria del Centro Medico Bios allo 0445 314741.

Quando si ritiene necessaria una visita reumatologica ?

La visita reumatologica è un passaggio fondamentale per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie reumatiche dell’adulto. Viene condotta dallo specialista reumatologo che si occupa di patologie comuni e meno frequenti: artriti, artrosi, artrite reumatoide e anche osteoporosi. Ce ne parla la Dott.ssa Rosa Cortesi, reumatologa presso il Centro Medico Bios.

 

Riabilitazione del pavimento pelvico maschile e femminile

Percorso di prevenzione e riabilitazione, dedicato a uomini e donne, per il miglioramento della tonicità e funzionalità del piano perineale e per le disfunzioni del pavimento pelvico

 

Che cos’è?

E’ un insieme di tecniche riabilitative specifiche, che mirano a prevenire e correggere eventuali disfunzioni del pavimento pelvico, sistema muscolare di estrema importanza per il sostegno e la sospensione dei visceri pelvici, la continenza urinaria e anale, il parto e la funzione sessuale.

A chi si rivolge?

A uomini e donne che soffrono di una disfunzione del pavimento pelvico o desiderano riacquistare un miglior tono muscolare a livello perineale, anche in assenza di disfunzioni pelviche.

Sintomi più comuni

Esistono innumerevoli sintomi, che nascono dallo squilibrio di questo complesso sistema.

I sintomi più comuni in entrambi i sessi sono rappresentati da:

  • perdita involontaria di urina urgenza a urinare
  • necessità di urinare spesso in assenza di infezioni urinarie
  • senso di peso dovuto alla presenza di prolassi
  • dolore perineale
  • dolore durante i rapporti
  • stipsi
  • urgenza alla defecazione
  • disturbi quali l’incontinenza urinaria successivi, e non, a chirurgia pelvica (es. prostatectomia, etc)
  • problemi proctologici
  • dolori e disfunzioni post-parto anche causate da lacerazioni o episiotomie

La maggior parte delle persone affette da problemi di incontinenza o di controllo vescicale sono donne dopo la prima gravidanza, donne in menopausa, anziani e uomini soggetti a ingrossamento della ghiandola prostatica.

il primo approccio per la cura di questi sintomi, quando non siano dovuti a malattie organiche, è di tipo riabilitativo, al fine di ridurre al minimo gli interventi invasivi.

Nei casi in cui sia previsto un approccio chirurgico e/o farmacologico, il trattamento riabilitativo è, comunque, un valido supporto, perchè rende il paziente consapevole del suo problema nella gestione delle attività della vita quotidiana e lo aiuta a prevenire una possibile ricaduta.

Da ultimo, non bisogna dimenticare che anche la psiche può condizionare la funzionalità del pavimento pelvico con qualche colloquio di supporto psicologico può integrare la fisioterapia.

I vantaggi

  • possibilità di evitare interventi invasivi: se i sintomi non sono dovuti a cause organiche, spesso può bastare l’approccio riabilitativo;
  • prevenzione di disfunzioni dopo il parto e durante tutte le fasi della vita della donna: la tonificazione del pavimento pelvico può garantire una continenza anale e urinaria perfetta e preservare la statica pelvica;
  • supporto a interventi di chirurgia pelvica e/o a terapie farmacologiche: il trattamento riabilitativo rende i pazienti consapevoli del proprio problema nella gestione delle attività quotidiane e li aiuta a prevenire una possibile ricaduta;
  • soluzione a incontinenza e altre disfunzioni dovute a disturbi lombari, che riducono la funzione della muscolatura stabilizzatrice del sisitema pelvi-schiena-anche (specialmente in caso di sovrappeso);
  • miglioramento della sensibilità genitale con risvolti favorevoli nella sfera della sessualità.

La Logopedia nei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

Parliamo con la dottoressa Zanetti Giulia, logopedista presso il Centro Medico Bios, di come si possono affrontare i disturbi dell’apprendimento con la logopedia.

 

Per Disturbi Specifici di Apprendimento si intendono quelle difficoltà che interessano abilità specifiche, quali la lettura, la scrittura e il calcolo, e non permettono al ragazzo interessato una completa autonomia nell’apprendimento di tali abilità nel percorso di scolarizzazione.

Si parla quindi di dislessia (disturbo specifico della lettura), disortografia (disturbo specifico dell’ortografia), disgrafia (disturbo specifico della grafia) e discalculia (disturbo specifico della grafia).

L’iter valutativo comprende la diagnosi, effettuata da uno psicologo, che deve stabilire un funzionamento intellettivo nella norma e valuta le abilità di lettura, scrittura e calcolo.

Nel caso di diagnosi di un Disturbo di Apprendimento lo psicologo può suggerire un trattamento logopedico.

La logopedia interviene in questi casi, attraverso un percorso di trattamento o potenziamento, con l’obiettivo di potenziare e migliorare quelle capacità che risultano in difficoltà. Può ad esempio aiutare nell’automatizzazione del processo di lettura strumentale, o ridurre gli errori ortografici, nonché dare le giuste strategie per compensare le difficoltà di calcolo.

I DSA sono disturbi cronici e persistenti per tutta la vita: oltre alla logopedia, la legge (L. 170/2010) consente di utilizzare nella didattica scolastica degli strumenti compensativi e dispensativi, che permettono di fare con meno sforzo determinate attività oppure essere esonerato da procedure particolarmente dispendiose e che non migliorano l’apprendimento.

L’obiettivo della logopedia, in sinergia con l’intervento scolastico personalizzato, è portare l’alunno ad un’autonomia completa per garantire il miglior apprendimento possibile.

Osteopatia

Conosci l’osteopatia?

L’osteopatia è una terapia manipolativa riconosciuta dall’OMS, basata sul contatto manuale per la valutazione e il trattamento del paziente, ed è volta al ripristino, tramite tecniche di manipolazione non invasive, dell’equilibrio globale del corpo.

L’osteopata affronta i sintomi specifici attraverso un approccio terapeutico indirizzato all’intera persona.

Chiunque può beneficiare del trattamento. Le tecniche sono diverse, con donne in gravidanza e anziani, vengo utilizzate tecniche di rilasciamento dolce.

E’ un aiuto per:

  • Dolori vertebrali,
  • Problematiche post colpo di frusta,
  • Problematiche post chirurgiche, cicatrici,
  • Mal di testa, cefalee,
  • Dolori mestruali,
  • Problematiche digestive, reflusso gastroesofageo

 

Durata del singolo trattamento?

1 ora per la prima valutazione- trattamento, 45 min per i trattamenti successivi.

Ogni quanto?

In base alla problematica, alla tipologia e intensità del dolore gli appuntamenti possono essere ogni 15 giorni, ogni 3 o 4 settimane.

 

Osteopatia o fisioterapia?

Non vi è contrapposizione tra le due professioni, vanno piuttosto considerate in collaborazione e completamento reciproco. Il trattamento osteopatico non preclude quello fisioterapico o viceversa; anzi insieme per il benessere del paziente!

Il fisioterapista si focalizza sull’area in cui il paziente lamenta il dolore, pone domande relative a quella zona specifica, si occupa di una sintomatologia locale.

L’osteopata utilizza un approccio più globale, sia in fase di diagnosi che nella terapia pone infatti domande non solo riferite alla zona del dolore ma tiene in considerazione tutta la storia clinica del paziente.

Osteopatia in dolce attesa?

Il trattamento osteopatico durante la gravidanza è una tecnica estremamente dolce per aiutare il corpo ad adattarsi ai cambiamenti in atto, favorendo l’elasticità tissutale e la mobilità articolare.

L’osteopatia affronta le problematiche dolorose a carico della colonna vertebrale e della relativa muscolatura quali:

  • Lombalgia,
  • Cervicalgia,

e altre problematiche quali:

  • Dolori inguinali,
  • Disturbi legati alla ritenzione di liquidi
  • Mal di testa, cefalee

 

Quando?

Dalla 13esima settimana in poi

Ogni quanto?

In base alla problematica, alla tipologia e intensità del dolore, gli appuntamenti possono essere ogni 15 gg o 1 volta al mese

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