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Tai Chi Chuan

Anche quest’anno il centro Bios organizza un corso di Tai Chi Chuan. Si tratta del terzo anno consecutivo per questo corso che ha visto la partecipazione entusiasta di numerosi allievi e con l’occasione abbiamo voluto rivolgere qualche domanda alla maestra, la Dott.ssa Bruna Piccinelli, che pratica questa disciplina da quasi vent’anni e la insegna dal 2003.

Prima di tutto, Bruna: che cosa significa “Tai Chi Chuan” e dove nasce questa pratica?
R: Il nome “Tai Chi Chuan”, a volte scritto anche “Taiji Quan” o “T’ai Chi Ch’uan”, si traduce solitamente con “Pugno dell’Estrema Polarità”. Il nome si richiama direttamente alla filosofia taoista, in quanto questa pratica nasce come arte marziale nell’antica Cina prima di diffondersi in tutto il mondo nell’ultimo secolo, anche come pratica salutare.

Hai nominato le arti marziali, ma il Tai Chi Chuan è uno sport o una forma di meditazione?
Il Tai Chi ha origine appunto nel mondo delle arti marziali come tecnica di combattimento ed autodifesa, ma oggi è conosciuto in Occidente soprattutto come pratica psico-fisica e come tecnica applicata di prevenzione per alcune patologie croniche. Molti lo definiscono una forma di “meditazione in movimento”, perché il lavoro esteriore e quello interiore sono sempre bilanciati. Il Tai Chi Chuan aiuta a coltivare l’equilibrio e la flessibilità fisica, permettendo contemporaneamente, grazie alla concentrazione insita nell’esercizio, di rilassare mente e corpo mantenendo la vivacità mentale.

Quali sono le differenze, ad esempio, con altre pratiche come lo Yoga o il Pilates?
Ci sono dei punti in comune, se non altro per la comune ispirazione orientale: l’attenzione sulla respirazione, sulla postura, sul baricentro. Esistono però anche molte differenze, sia nelle posture che nelle tecniche, per esempio nella respirazione. Il Pilates è una pratica molto più moderna, mentre sia Tai Chi che Yoga hanno origini antiche di secoli, anche se sono nate in contesti geografici e filosofici molto diversi. Lo Yoga, di cui esistono peraltro innumerevoli scuole, generalmente lavora più sulla meditazione e sulle posture statiche e meno sul movimento, escludendo inoltre tutti gli aspetti marziali che comunque si sono mantenuti nel Tai Chi.

Il Tai Chi Chuan è uno sport agonistico? Sono previsti combattimenti o gare?
La società contemporanea riesce ad instillare l’agonismo in ogni aspetto della nostra vita. Anche per quanto riguarda il Tai Chi Chuan esistono esibizioni, gare ed altre forme di incontri agonistici, pur essendo una pratica che non prevede veri e propri combattimenti. Per quanto mi riguarda, tuttavia, ho adottato un programma di insegnamento che non incoraggia la partecipazione a questo genere di eventi: preferisco che i miei allievi imparino il Tai Chi per propria crescita e soddisfazione personale, senza bisogno di sentirsi in competizione con altri o di accumulare medaglie che poco hanno a che fare con il vero spirito di questa disciplina. Per la stessa ragione i miei allievi non sono sottoposti ad altre usanze stressanti del mondo delle arti marziali, come le cinture o gli esami per il passaggio di grado, tradizioni artificiose e, a mio avviso, poco interessanti.

Possiamo dire che il Tai Chi Chuan lavora allora con “l’Energia”?
Spesso il termine “Energia”, estremamente vago, viene usato a sproposito e serve a dare una connotazione mistica a qualsiasi pratica New Age più o meno improvvisata. Il Tai Chi Chuan fortunatamente non rientra in questa categoria! La pratica che insegno ha dei riferimenti filosofici nella cultura e nella medicina tradizionale cinese, tra i suoi concetti fondamentali c’è anche la coltivazione del Qi, ma si tratta di qualcosa di ben diverso da una generica “Energia”… ed è comunque un argomento che a lezione preferisco trattare con grande rispetto ma anche con grande cautela.

Come sono strutturati i tuoi corsi presso il Centro Bios?
Il corso si articola in lezioni settimanali di un’ora e mezza, da Settembre a fine Maggio. Ogni lezione prevede generalmente una prima fase di riscaldamento, ginnastica e stretching leggeri, per poi passare all’apprendimento delle tecniche base di movimento e di respirazione. È importante notare che anche se le lezioni sono sempre in gruppo, ogni praticante segue un proprio programma ed apprende al proprio ritmo, senza forzature.

Che impegno fisico richiede il corso di Tai Chi Chuan? È adatto a tutti?
Il nostro corso di Tai Chi Chuan gode di una partecipazione molto varia: maschi e femmine, giovani o meno giovani… L’impegno fisico richiesto è moderato e sempre tarato sulle peculiarità del singolo praticante. In effetti il Tai Chi Chuan viene consigliato dai medici per contrastare gli effetti di numerose patologie, dall’ipertensione alle patologie cardiovascolari, dalle perdite di equilibrio negli anziani alla fibromialgia, fino ad alcuni dei problemi più comuni della nostra epoca: stress, insonnia, depressione e sedentarietà. Si tratta pertanto di una disciplina estremamente salutare, adatta a tutti, anche a chi normalmente non pratica molta attività fisica.

Servono attrezzature o abbigliamento particolari per partecipare? Si pratica scalzi o con le scarpe?
Il Tai Chi Chuan si pratica con vestiti comodi e scarpe basse che non blocchino la caviglia, questo è tutto ciò che è necessario per cominciare. Come molte arti marziali, questa disciplina prevede poi l’utilizzo di armi della tradizione cinese, come spade, bastoni o ventagli. Ovviamente queste armi non servono per combattere, ma solo per esercitarsi nelle tecniche e nelle sequenze di movimenti. Si tratta di attrezzatura che si inizia ad utilizzare solo dopo alcuni anni di pratica e che può essere messa parzialmente a disposizione da parte della palestra, pertanto non costituisce un problema per chi vuole cominciare a frequentare un corso.