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Tre ingredienti (quasi) magici da mettere in cartella

Ovvero come ripartire dopo le feste con il piede giusto e un buon bagaglio per vivere bene la scuola: i consigli della Dr.ssa Laura Binotto

Viste le tante richieste di consulenza per difficoltà scolastiche di vario tipo che arrivano ogni settimana alla Dottoressa Laura, le abbiamo chiesto qualche opinione e alcune dritte fondamentali per iniziare e proseguire bene il percorso scolastico.

Ecco dunque sue tre riflessioni, semplici ma non scontate e molto importanti, da tenere presenti:

  1. UN LIBRO METTE LE ALI ALLA FANTASIA, SE LETTO CON MAMMA E PAPÀ
     
    I libri non servono solo a studiare e imparare, ma dovrebbero essere presentati molto prima ai bambini come “giocattoli speciali” che permettono di divertirsi e di abbandonarsi alla fantasia tra le braccia di chi legge per loro. Il libro diventa così prima di tutto un’esperienza affettiva ed è ormai noto che le emozioni positive sono una spinta molto forte per l’apprendimento. È molto ultile abituare i bambini già da piccoli ad andare in biblioteca, proprio come un appuntamento fisso, in cui, accompagnati da bibliotecarie gentili e molto preparate, impareranno che i libri non si leggono soltanto, ma si sfogliano, si toccano, si guardano, si annusano (che buono il profumo dei libri!) , si scelgono, si rispettano e si restituiscono per altri bambini. In questo modo, sarà facile che tra i 6 e gli 8 anni scatti nel bambino la passione della lettura. A questo punto, non resteranno che i famosi “Diritti del lettore” di Pennac che vi invito a leggere. In un momento di grande evoluzione tecnologica, l’amore per i libri va comunicato prima di tutto con l’esempio: avere libri in casa, farsi vedere leggere, tenere un libro sul comodino, ma anche nella cesta dei giochi (ne esistono di bellissimi!) o persino nella vasca da bagno, leggere la favola della buonanotte… sono piccole abitudini che diventano un bagaglio prezioso. Ad un bambino le storie piacciono sempre, soprattutto se lette da chi gli vuole bene: così il libro diventa lo scrigno delle storie e delle emozioni condivise.
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  3. FIDARSI DEI PROPRI BAMBINI E DELLE LORO CAPACITÀ, CON GIOIOSA PAZIENZA:
     
    Sostenere i bambini e la loro autostima significa prima di tutto amarli per quello che sono, non per quello che fanno. L’autostima si costruisce poco a poco: soprattutto nei primi anni di vita (anche in seguito, in realtà!), è fondamentale il modo in cui i bambini si rispecchiano attraverso lo sguardo dei genitori. Vanno sempre lodati i tentativi, più che i risultati: quelli arriveranno, a volte più velocemente, altre volte con un po’ di pazienza. I bambini non crescono in modo uniforme e graduale: qualcosa che oggi sembra un traguardo lontano, domani magari potrà essere raggiunto con facilità; se un bambino riesce bene in un ambito, è nomale che in un altro abbia bisogno di un po’ di tempo in più. Ecco, spesso i nostri bambini hanno bisogno di un po’ di tempo in più e di uno sguardo che non ricerca conferme, ma che ama ciò che già c’è. E poi… tutti i figli hanno bisogno che noi genitori crediamo in loro: come possono loro credere in loro stessi, se non lo facciamo noi per primi?
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  5. COSTRUIRE UN BUON DIALOGO CON LE INSEGNANTI GIÀ ALLA SCUOLA MATERNA
     
    Chi sta con i nostri figli a scuola solitamente ha uno sguardo attento e competente, condivide con loro la quotidianità e può osservarli in un contesto di gruppo e di attività diverso da quello familiare. Gli insegnanti vedono come i bambini evolvono non solo dal punto di vista degli apprendimenti, ma anche della capacità di relazionarsi con i pari e con gli adulti, di affrontare le sfide e gli ostacoli (anche gli insuccessi e le esclusioni), di comunicare e regolare gli stati emotivi. L’alleanza tra gli adulti di riferimento è preziosa, spesso indispensabile, quando sono presenti delle difficoltà. Il bambino così avrà chiaro che gli adulti “sono tutti dalla stessa parte” e procedono su una via comune per aiutarlo. È sempre utile dialogare con le maestre, anche quando “il problema sembra essere solo a scuola” (o viceversa quando ci sono momenti particolarmente duri a casa), presentando il proprio punto di vista, facendo domande e facendosi dare dei consigli. In questo modo nostro figlio potrà percepire la nostra fiducia in altri adulti e nell’ambiente scolastico: ancora una volta, se non ci fidiamo noi genitori, perché lui/lei dovrebbe farlo?
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