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DSA a scuola, cosa e come?

Serata informativa dedicata a capire i DSA e come aiutarli anche in ambito scolastico

PROGRAMMA:

Breve introduzione sui DSA

Presa in carico del Bambino con sospetto DSA_lavoro in Eqipe

Presentazione delle norme in vigore

Discussione

Lunedì 23 Settembre 2019 ore 20:30

Presso Centro Medico Bios

Via Monte Pasubio 212/E, Zanè

È OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE

La serata è organizzata da

Eleonora Donà, logopedista

Daniele Dalla Costa, docente esperto in DSA

“Ci separiamo…ma cosa possiamo dire ai bambini?”

Dopo anni di matrimonio o di convivenza, magari dopo aver tentato un percorso di coppia, si arriva con dolore alla consapevolezza che non ci si ama più. E’ un momento molto difficile per la coppia che deve trovare la modalità migliore per sciogliersi, ma solitamente la preoccupazione maggiore è per i figli: “come possiamo dirlo? Come la prenderanno? Soffriranno? Come rassicurarli?” Questi gli interrogativi più frequenti dei genitori. Abbiamo affrontato queste domande con la dott.ssa Laura Binotto, psicoterapeuta di coppia e familiare, sessuologa clinica, specializzata in psicoterapia con bambini e adolescenti presso il Centro Medico Bios.

QUALI SONO LE PAROLE GIUSTE PER DARE AI FIGLI UNA NOTIZIA COSì DOLOROSA?

Ovviamente, non esiste una frase magica che va bene in ogni occasione, ogni famiglia ha il suo linguaggio, prima di tutto affettivo e ogni situazione è a sé. E’ importante che la notizia vada data da mamma e papà insieme  a tutti i figli (non caricando uno di un segreto da tenere con gli altri). I figli vanno rassicurati sottolineando che, anche se mamma e papà non sono più innamorati, loro non perderanno nessuno dei due, né la loro famiglia. Va anche detto chiaramente che non è mai colpa dei figli se i genitori si separano e che loro non possono fare nulla per farli tornare insieme.

COSA NON FARE IN QUESTO MOMENTO?

Non entrare nei dettagli della separazione: il papà ha fatto…la mamma ha deciso…Ed evitare le critiche rivolte all’ex partner. I figli non devo sentire di dover prendere le parti di uno o dell’altro, ma devono percepire che l’amore di mamma e papà verso di loro non cambierà nella nuova situazione di vita. Non sforzatevi di sorridere: è una scelta dolorosa anche per voi e se vi viene da piangere, potete farlo: esprimere il proprio dolore autorizza i figli a fare altrettanto.

COME RASSICURARE I FIGLI?

Spiegando nel modo più semplice possibile come evolverà la situazione: quali saranno i cambiamenti, cosa succederà. I bambini hanno un pensiero concreto e sapere come andranno le cose serve a rassicurarli. Bisogna spiegare che continueranno a vedere entrambi i genitori, ma in giorni della settimana diversi (se possibile, dite già quali). Va anche spiegato che d’ora in poi avranno due case, una con la mamma e una con il papà. Non va detto “non preoccuparti, non cambierà nulla” perché non è vero, ma possono essere messi in luce gli aspetti che non cambieranno: “continuerai ad andare a scuola nella stesso posto, continuerai il tuo sport, al pomeriggio starai con…ecc”

 COME REAGIRANNO I FIGLI?

Ogni bambino, ogni ragazzo è unico e reagisce a modo suo: potranno piangere, chiedere di uscire con gli amici, chiudersi in camera o stare in silenzio. Ogni reazione va rispettata e va lasciato il tempo di vivere il dolore. Alcuni bambini/ragazzi fanno molte domande ai genitori, domande alle quali è fondamentale rispondere, senza mentire (se alcuni aspetti non sono definiti, va detto che ancora non si sa, ma che appena si saprà, verrà detto anche a loro).

COME COMPORTARSI CON IL DOLORE DEI FIGLI?

Non è possibile pensare che i figli non soffrano per la separazione dei genitori, ma questo non vuol dire che soffriranno per sempre! Se avranno la possibilità di esprimere il loro dolore e se mamma e papà continueranno davvero ad essere presenti, i bambini si abitueranno alla nuova situazione. Non è giusto però chiedere ai figli, in modo implicito o esplicito, di “non fare storie e di adattarsi in fretta”: va tenuto conto che stanno perdendo delle sicurezze importanti, in primis quella dei genitori come coppia, ma anche alcune abitudini. E’ normale quindi che ci siano vissuti di tristezza, rabbia, ansia…La cosa migliore è dire al bambino che è comprensibile che lui si senta così, ma che mamma e papà ci sono e che può sempre parlare con loro.

QUANDO CHIEDERE AIUTO?

E’ un momento delicato, quindi un aiuto può essere necessario. Va chiesto quando i figli mostrano un disagio che in qualche modo preoccupa i genitori o quando risulta molto difficile continuare a fare i genitori insieme, parlandosi per quanto riguarda i figli e riuscendo ad accordarsi per loro, senza coinvolgerli nei conflitti.

Promozione: Check-Up Sportivo

Il Check Up Sportivo è pensato per gli atleti di tutti i livelli: per chi pratica sport a livello amatoriale, per i professionisti, e anche per chi si avvicina all’attività fisica per la prima volta e ha la necessità di valutare il proprio stato di salute e forma fisica per escludere controindicazioni alla pratica sportiva.

Con la nuova promozione proposta dal nostro Centro, dal 2 Settembre al 10 Ottobre sarà possibile effettuare il Check-Up Sportivo al costo agevolato di 39€, beneficiando del pacchetto che include i seguenti esami:

  • emocromo
  • colesterolo totale
  • colesterolo HDL
  • colesterolo LDL
  • trigliceridi
  • glicemia
  • creatinina
  • transaminasi (AST – ALT)
  • ferro
  • calcio totale
  • magnesio
  • sodio
  • potassio
  • cloro
  • cortisolo mattino
  • esame urine.

Le analisi sono effettuabili, come sempre. senza prenotazione e anche senza ricetta del medico, dal lunedì al sabato dalle 6.30 alle 10.00.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria al nr. 0445 314741 o all’indirizzo bios@centromedicobios.com.

Quando la Psicoterapia diventa…gioco!

Nelle diverse sfide della crescita può capitare ai genitori di essere preoccupati per il proprio bambino o di incontrare delle difficoltà. Altre volte, sono proprio gli eventi di vita a mettere nelle condizioni di avere bisogno di un aiuto esterno: un trauma, un lutto, una separazione. Ci siamo chiesti quali sono le motivazioni per chiedere un supporto psicologico e quali sono gli strumenti che vengono utilizzati nelle psicoterapie dei più piccoli: ce ne parla la dott.ssa Laura Binotto, psicoterapeuta familiare presso il Centro Medico Bios, con diverse specializzazioni in età evolutiva e con anni di esperienza al fianco dei genitori.

COSA PORTA I GENITORI A CHIEDERE UNA CONSULENZA PSICOLOGICA PER IL LORO BAMBINO?

I genitori richiedono una prima consulenza su loro iniziativa o su suggerimento degli insegnanti o del pediatra/neuropsichiatra infantile. Le problematiche possono riguardare molti ambiti diversi: difficoltà scolastiche, fatica a stare fermo o a rispettare le regole, difficoltà nell’esprimere e gestire alcune emozioni (rabbia, imbarazzo, dolore, paura), disturbi d’ansia, somatizzazioni. Oppure possono esserci delle paure specifiche e persistenti, dei blocchi rispetto ai traguardi dello sviluppo (ad esempio, il linguaggio, la continenza, il dormire nel proprio letto…). Altre volte ancora, i genitori si rivolgono a me per aiutare i figli ad affrontare eventi di vita: l’arrivo di un fratellino, un lutto, una separazione, un trasloco…

QUALI SONO GLI ASPETTI IMPORTANTI DA TENERE IN CONSIDERAZIONE SE I GENITORI SONO PREOCCUPATI PER IL PROPRIO FIGLIO?

Risulta cruciale la precocità dell’intervento: generalmente, prima un bambino viene preso in carico, prima un bambino viene preso in carico, più velocemente potrà risolversi la problematica presente. I disturbi con eserdio nella prima infanzia che vengono trascurati, possono strutturarsi in modo stabile e diventa decisamente più complesso aiutare il bambino. Va però evitato l’allarmismo: se ci sono dei dubbi, potrebbe essere utile confrontarsi con il pediatra o con gli insegnanti per capire se può essere utile richiedere una consulenza o se basta lasciare al bambino un po’ di tempo.

L’altro aspetto importante è che i bambini fanno fatica ad esprimere le loro emozioni con le parole, quindi i loro disagi solitamente trovano espressione nel copro (con i sintomi psicosomatici) o nel comportamento (paure, capricci, scatti di rabbia, iperattività…).

COME LAVORA LO PSICOTERAPEUTA IN QUESTI CASI? QUALI FASI SEGUE IL PERCORSO?

Innanzitutto, lo psicoterapeuta incontra entrambi i genitori senza il bambino per poter comprendere bene la situazione, fare domande sui contesti di vita, sui traguardi di sviluppo, sul sintomo e sulla storia del bambino. Può essere che poi il terapeuta potrà decidere di lavorare solo con i genitori, suggerendo loro delle strategie da mettere in atto con il figlio per aiutarlo o di vedere il bambino. In quest’ultimo caso, valuterà se vederlo con tutta la famiglia o in psicoterapia individuale. Il terapeuta, se necessario, lavorerà in équipe con pediatra, neuropsichiatra, logopedista, insegnanti e con gli altri educatori di riferimento,in modo da poter creare una rete.

QUALI SONO GLI STRUMENTI PER LAVORARE CON I BAMBINI?

Nella psicoterapia con il bambino, il clinico utilizza strumenti diversi da quelli scelti nel lavoro con gli adulti. Si prediligono tecniche e attività molto evocative che permettono di accedere al mondo interiore attraverso il linguaggio emotivo del bambino. Tecniche di questo tipo sono le favole, i disegni e il gioco. Il bambino può giocare da solo, con il terapeuta o con i genitori. Giocare ha un grande significato e un notevole potere terapeutico proprio perché nel gioco il bambino apprende, esprime se  stesso e non ha bisogno di utilizzare difese. Il gioco è la manifestazione dell’attuale struttura di personalità del bambino e permette di lavorare sui suoi bisogni, rifornendolo di risorse e consentendo l’elaborazione degli ostacoli al suo sviluppo.

QUAL E’ IL RUOLO DEI GENITORI?

I genitori sono sempre coinvolti nel percorso, anche quando si tratta di una terapia individuale. Spesso il terapeuta insegna giochi e strategie da utilizzare anche a casa insieme a mamma e papà. A volte, si lavora con tutta la famiglia proprio giocando: la psicoterapia familiare corporea permette di lavorare in modo profondo anche in situazioni molto dolorose e complesse.

Chiusura estiva

In occasione delle ferie estive, il Centro sarà chiuso da Lunedì 12 a Domenica 18 Agosto.

Riapriremo Lunedì 19 Agosto dalle 6.30 con i prelievi.

La Tiroide: cos’è, come funziona, come diagnosticare eventuali problemi

La tiroide è una ghiandola che ricopre un ruolo molto importante nella crescita e nello sviluppo dell’organismo, a tutte le età. Le problematiche correlate alla tiroide riguardano oggi 6 milioni di italiani, in prevalenza donne: ma come riconoscere i sintomi del suo malfunzionamento? Come gestire un’eventuale disfunzione tiroidea?

In questa intervista ne abbiamo parlato con il Prof. Guglielmo Bonanni, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio.

I 5 campanelli d’allarme di un cuore a rischio

La prevenzione cardiologica è importante, in questo articolo vedremo con la Dott.ssa Molan, cardiologa presso il Centro Medico Bios, come riconoscere i 5 campanelli d’allarme di un cuore a rischio.

Il pavimento pelvico: questo sconosciuto

Per molto tempo il pavimento pelvico è stato ignorato,soprattutto per pudori sociali e tabù.
Anche la medicina solo recentemente ha raggiunto maggiori conoscenze, iniziando a parlare di prevenzione e riabilitazione. Ce ne parla la dott.ssa Tiziana Peserico, Fisioterapista presso il
Centro Medico Bios.

Il pavimento pelvico è un sistema muscolare di fondamentale importanza per il sostegno e la sospensione dei visceri pelvici, la continenza urinaria e fecale, il parto, la corretta funzionalità sessuale. Il muscolo principale è costituito dall’elevatore dell’ano, costituito a sua volta dal pubo-coccigeo, ileo-coccigeo, pubo-rettale, inoltre il pavimento pelvico o perineo, può essere diviso in due piani:

  • il piano perineale superficiale con i muscoli ischio-cavernoso (comprime la base del pene e del clitoride) e bulbo-cavernoso (comprime l’uretra), insieme sostengono l’erezione del pene e del clitoride; questo piano muscolare controlla volontariamente la minzione;
  • il piano perineale profondo che vede il passaggio e l’attività del canale anale che termina con gli sfinteri anali interno ed esterno, deputati al controllo della fuoriuscita dei gas e delle feci.

A volte la disfunzione del pavimento può essere dovuto ad un semplice abbassamento del tono muscolare a livello perineale che va rinforzato.

I sintomi più comuni in entrambi i sessi che nascono da questo squilibrio funzionale sono:

  • Perdita involontaria di urina specie dopo interventi chirurgici, durante l’attività fisica, urgenza di urinare anche senza effettuare sforzi
  • Difficoltà a svuotare completamente la vescica, minzione ipovalida
  • Senso di peso dovuto ad eventuale presenza di prolassi
  • Dolore in zona perineale
  • Stipsi e disfunzioni ano-rettali (incontinenza fecale)
  • Problematiche pelviche post-partum
  • Disfunzioni sessuali

In merito alle disfunzioni sessuali è consigliabile una consulenza sessuologica con uno specialista di competenza, che può concludersi con un solo colloquio a titolo informativo, oppure con più incontri per raccogliere un’anamnesi più completa ed approfondire la problematica.

Anche la mente può condizionare la funzionalità del piano perineale: per questo è altrettanto proponibile una consulenza psicologica-psicosomatica di approfondimento che può integrare ed ottimizzare la fisioterapia.

Il trattamento riabilitativo è il fondamentale supporto capace di rendere il paziente consapevole di questa area del corpo, del suo eventuale problema, del corretto reclutamento muscolare e lo aiuta a prevenire le ricadute.

La pratica della fisioterapia (può riguardare anche la fase preparatoria all’intervento chirurgico), consiste in:

  • Terapia manuale
  • Esercizio terapeutico
  • Terapia fisica
  • Terapia comportamentale
  • Riabilitazione posturale

Il percorso riabilitativo del pavimento pelvico può essere intrapreso o su richiesta primaria dell’utente oppure previa visita urologica/andrologica/proctologica/ginecologica, con specialisti di competenza operativi presso il Centro Medico Bios.

Prenota ora la tua visita chiamando la segreteria al numero 0445 314741 oppure scrivendoci dalla pagina contatti.

Promozione: Check-up Tiroideo

Dal 15 Maggio al 29 Giugno
CHECK-UP TIROIDEO A COSTO AGEVOLATO

Analisi incluse:

  • TSH
  • FT3
  • FT4
  • anticorpi anti-tireoglobulina
  • anticorpi anti-tireoperossidasi

Costo SSN € 45,00
Costo in promozione € 30,00

Esami del sangue, urine, feci a prezzo inferiore al ticket SSN, con o senza ricetta medica e senza appuntamento.

Dal lunedì al sabato, dalle 6:30 alle 10:00.

Possibilità di ritirare i referti on-line.

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