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Fibromioalgia ed esame elettromiografico per spasmofilia e intrappolamenti nervosi periferici

La Fibromialgia è una malattia cronica complessa, caratterizzata da dolore cronico diffuso spesso associata con una varietà di sintomi o disfunzioni. Ce ne parla il Dr. Zalaffi Alessandro, neurochirurgo specialista nella chirurgia della colonna vertebrale presso il Centro Medico Bios.

La sindrome fibromialgica è considerata una condizione di dolore cronico generalizzato. Ci sono però regioni del corpo più sensibili per lo scatenamento del dolore fibromialgico. In esse si può evocare un dolore intenso anche con una palpazione lieve o moderata. Queste zone si chiamano Tender Point Fibromialgici.

Nella fibromialgia il dolore può essere accompagnato da altri sintomi: facile stancabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, sonnolenza diurna, mal di testa, intestino irritabile, dolori alla masticazione, depressione dell’umore. La sindrome fibromialgica colpisce il 2-3% della popolazione generale di entrambi i sessi e si può associare ad altre malattie reumatiche come l’artrite reumatoide e la sindrome di Sjögren.

Le cause della malattia non sono chiare, si ipotizza una interazione anomala tra sistema nervoso e sostanze circolati (ormoni, neurotrasmettitori o altre sostanze dell’infiammazione, in particolare le interleuchine). Alla base del problema vi sarebbe una maggiore sensibilità del sistema nervoso (un maggior numero di recettori o una loro maggiore efficenza) e/o una maggiore quantità di sostanze circolanti che entrano patologicamente in contatto con il sistema nervoso.

La fibromialgia può essere associata e aggravata dalla tetania latente: la spasmofilia.

Dall’inizio del 1900 è noto che la tetania (una contrazione muscolare abnorme e dolorosa) può essere dovuta ad una ridotta concentrazione di calcio nel sangue. Successivamente però sono stati identificati casi nei quali il calcio nel sangue è normale. Questi sono stati definiti come quadri di “tetania latente”. Il fenomeno può essere dovuto ad una riduzione del Magnesio, anzichè del Calcio, nel sangue. E’ stato così possibile distinguere due tipi di tetania: quella manifesta, dovuta all’ipocalcemia, e quella latente o spasmofilia, dovuta ad altri problemi, il più frequente dei quali, ma non l’unico, è una riduzione del Magnesio.

Non è facile scoprire se un soggetto affetto da fibromialgia è affetto anche da tetania latente, perchè in molti casi il dosaggio del magnesio nel sangue è normale.

Il test più utilizzato per diagnosticare questo disturbo è un particolare tipo di esame elettromiografico: il test per la spasmofilia. In questo accertamento si registra la contrazione dei muscoli della mano a riposo e dopo avere indotto una ischemia di 10 minuti. Un breve periodo di ischemia di un avambraccio e di una mano si può ottenere facilmente e senza alcun rischio, utilizzando lo sfingomanometro (l’apparecchio comunemente utilizzato per misurare la pressione arteriosa). Dopo avere misurato la pressione si lascia lo sfingomanometro sul braccio e si mantiene per 10 minuti la pressione dell’apparecchio ad un valore di 20 mmHg più alto rispetto alla pressione arteriosa massima che è stata precedentemente misurata. Un altro metodo utilizzato per evidenziare la spasmofilia consiste nel registrare, sempre con l’elettromiografia, dai muscoli della mano, senza indurre l’ischemia, ma chiedendo al soggetto esaminato di compiere respiri profondi e frequenti per tre minuti consecutivi (un’iperpnea).

Se il paziente è affetto da spasmofilia in una o in entrambe queste prove si registrano contrazioni muscolari anomale e ripetute, molto ravvicinate, le cosiddette diplette, triplette o poliplette che sono caratteristiche per questa patologia.

Se un paziente affetto da sindrome fibromialgica presenta una spasmofilia, può avere una sensibile riduzione dei sintomi grazie a varie terapie. Le terapie più semplici hanno lo scopo di incrementare la concentrazione del magnesio nel sangue. Queste stesse terapie sono molto meno efficaci nei fibromialgici che non hanno la spasmofilia.

I pazienti affetti da fibromialgia possono inoltre avere intrappolamenti nervosi periferici (tra i più frequenti vi sono la sindrome del tunnel carpale o una radicolopatia cervicale o lombare) che rendono molto più grave la sintomatologia. Il dolore avvertito da un soggetto fibromialgico è infatti molto più intenso rispetto a quello avvertito dai soggetti sani affetti dalle stesse patologie. Anche in questo caso un esame elettromiografico ed elettroneurografico tradizionale può essere di grande aiuto per aiutare a diagnosticare e ottimizzare il trattamento di queste patologie sottostanti trattabili e ridurre conseguentemente i sintomi dolorosi.